lunedì 17 gennaio 2011

Recensione PSP (by psp-ita) : Gensan



Sia che lo chiamiate Ikuze! Gen-San: Yuuyake Daiku Monogatari, Hammerin' Hero o semplicemente GenSan sarà sempre lui, il platform-action game sviluppato dalla software house giapponese Irem Software e pubblicato, addirittura più di un anno dopo la sua uscita sempre in giappone, sia da Atlus in Nord America che da DHM su tutto il territorio europeo. Se avete già apprezzato titoli dal sapore retrò come "Holy Invasion Of Privacy Badman", il suo recente sequel "What Did I Do To Deserve This My Lord 2", o se semplicemente vi attira l'idea di portarvi a casa e gustarvi con un pizzico di nostalgia un titolo che ricorda molto gli 8 bit di una volta siete proprio nel posto giusto. Attualmente, a distanza di circa due mesi dall'uscita in Italia in formato UMD, Gensan è acquistabile anche sul PlayStation Store (i possessori di PSP Go ringraziano..), dove la sua versione digitale è stata aggiunta con l'aggiornamento del 29 Aprile 2010.





Introduzione
La storia di Gensan inizia in un giorno come un altro nella piccola cittadina giapponese di Beranme Town, dove il giovane carpentiere Gen si ritrova a dover fare i conti con Hyosuke Kurumoku, boss di una grande società di costruzioni nonché il cattivo di turno che non perde occasione per accanirsi, grazie all'aiuto dei suoi fidati scagnozzi, contro i malcapitati concittadini del nostro eroe per convincerli a (s)vendere le loro abitazioni. Una volta superato il menù principale ci ritroviamo subito nel vivo dell'azione, un breve dialogo di apertura con lo stesso boss citato pocanzi, un attimo per prendere confidenza con i controlli di gioco e via, senza se e senza ma possiamo (e dobbiamo...) iniziare la nostra avventura.




Giocabilità
I comandi utilizzabili per interagire con Gen sono pochi e facili da memorizzare, mentre utilizziamo le frecce direzionali o lo stick analogico per muoverci avanti o indietro nello scenario avremo a disposizione solo 3 azioni basilari: il salto associato al tasto X, e due diversi tipi di attacchi, l'attacco dall'alto e l'attacco laterale rispettivamente azionabili con quadrato e triangolo con i quali ci faremo largo fra i nemici. Tutti i controlli sono inoltre personalizzabili dal menù opzioni, se proprio non ci troviamo con la configurazione standard possiamo quindi modificarla a piacere. La difficoltà di gioco, nel complesso, non è molto elevata, nonostante possiamo selezionare ben quattro livelli differenti (di cui uno sbloccabile alla conclusione della storyline) infatti non incontreremo mai difficoltà insormontabili nei diversi stage, fatta eccezione forse per alcuni miniboss un po' più resistenti che difficilmente riusciremo a sconfiggere al primo colpo. I checkpoint disseminati in vari punti dei livelli comunque ci permetteranno sempre di lanciarci nella mischia senza rischiare di dover rifare tutto da capo, consideriamo però il fatto che perderemo una vita non appena verremo colpiti da un oggetto dannoso (contrassegnato da un bordo rosso acceso) e che, generalmente dopo 3 vite, dovremo necessariamente tornare all'inizio. Un'altra novità interessante in questo campo è l'introduzione di un sistema di power-up basato sulle pietanze che mangeremo, tutti i cibi raccolti potranno verranno preparati e ci verranno donati dalla nostra ragazza all'inizio di ciascuna giornata "di lavoro", in questo modo potremo ottenere bonus sulla vita e/o potenziamenti sui colpi. Nel complesso comunque possiamo dire che grazie alla semplicità con la quale impareremo a destreggiargi con il nostro personaggio e alla buona scelta di inserire un'impostazione dedicata alla difficoltà di gioco che permette sia ai principianti che a giocatori più esperti di dare il meglio di sé, la giocabilità di questo titolo merita un abbondante 7.




Grafica e sonoro

Eccoci arrivati al punto "dolente" della valutazione. In una "gen" di console in cui tutto o quasi verte sull'impatto grafico, con sfide all'ultimo poligono su chi offre la maggiore qualità dell'immagine in uno schermo da poco meno di 4 pollici e, in generale, al comparto multimediale, si potrebbe pensare che la scelta di riproporre un titolo in vecchio stile 2D stia un po' stretta alla settima generazione. Già dopo aver provato Gensan per qualche minuto ci rendiamo però conto che la scelta dei paesaggi che fanno da background alla scena è a dir poco azzeccata, la buona qualità degli oggetti e la disposizione "a strati", su più livelli, delle ambientazioni rende molto bene il risultato finale, gradevole da guardare (come si dice, anche l'occhio vuole la sua parte.) ma che ci appare nitido quanto basta a farci rimanere concentrati su quello che stiamo facendo. Il reparto sonoro è altrettanto ben realizzato, le musiche anche in diverse ore di gioco non appaiono troppo ripetitive o stancanti, non si può dire lo stesso purtroppo degli effetti sonori, che al contrario sono sempre gli stessi, fortunatamente però i volumi della musica e degli effetti sono separati permettendoci ci alzarli o abbassarli indipendentemente l'uno dall'altro, regolandoli come meglio crediamo anche dal menù pausa senza necessariamente dover uscire dal gioco.



Longevità
Con i suoi numerosi livelli, i 10 diversi jobs fra cui gli 8 che vedono Gen in un atteggiamento diverso da quello classico e i 2 speciali personaggi bonus di Kanna (ricordate? eh si, è proprio la nostra ragazza..) e Mika, i souvenirs e gli sbloccabili, non corriamo certo il rischio di finirlo in un batter... di mazza. L'idea di far ricoprire al nostro eroe più ruoli all'interno del gioco, da uno chef ad un DJ con tanto di megaradio sotto braccio, da un sub ad un giocatore di baseball, da un narratore Raguko (famosa forma di intrattenimento giapponese) ad uno spietato Man in black, è davvero la ciliegina sulla torta per chi si stancherebbe troppo facilmente di recitare la monotona parte del carpentiere, insomma un incentivo in più per proseguire nel gioco. Mano a mano che andremo avanti con i vari stage, sempre selezionabili e rigiocabili all'infinito dall'apposita mappa, ci capiterà inoltre di incontrare alcune persone con una "bolla" sopra la testa, questa bolla rappresenta le loro preoccupazioni e distruggendola con la nostra arma ci permetterà di farli felici ed ottenere una ricompensa. Tutti i bonus raccolti durante il nostro cammino saranno sempre esposti nella bacheca personale accessibile dal menù principale.
La modalità multigiocatore poi ci permette di sfruttare la connessione Wi-Fi della PSP in modalità ad hoc per sfidare i nostri amici, l'unico requisito necessario è che posseggano la copia del gioco e che si trovino nel raggio d'azione della console. Con questa scelta, piuttosto discutibile dato il genere di action ideato dalla Irem Software, gli sviluppatori ci hanno assicurato almeno altre 3-4 ore di gameplay aggiuntivo.


Commento Finale
Commento finale
Gensan è uno di quei titoli che spesso possono passare inosservati sugli scaffali dei negozi o fra le decine di contenuti che lo Store ci mette a disposizione nel suo vasto catalogo, ma una volta provato ci rendiamo conto che invece è davvero una valida alternativa a molti dei titoli next gen attualmente sul mercato. Nonostante mi senta di sconsigliarlo a chi non va matto per il genere "manga giapponese fatto videogame", questo gioco ha molte ore di gameplay fluide da offrire, non stanca come si potrebbe pensare ad un primo veloce assaggio e non ci sono ostacoli particolarmente ostici da superare ma, nonostante ciò, presenta un livello di difficoltà abbastanza bilanciato che ci segue dall'inizio alla fine dell'avventura. L'unica nota davvero negativa, almeno per il momento, rimane il prezzo un po' troppo elevato a scoraggiarne l'acquisto, ma se già ad una prima occhiata ci sembra di scorgere il titolo adatto per noi, di sicuro poi non deluderà le nostre aspettative...
PRO
-Basato su un cartone di successo
-Varietà di personaggi
-Contenuti sbloccabili
CONTRO
-Un po’ ripetitivo
-Può non piacere per via del suo stile retrò
   (7/10)

1 commento:

  1. A me piace questo gioco...forse perché sono 30 anni che gioco ai videogiochi e questi ritorni al passato non voglio mai perdermeli...il peccato più grande è che lo si finisca in poche ore

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